| ECOLOGIA, Inceneritori-Termovalorizzatori e Sistemi Alternativi | 0 Commenti
Dalle ricerche effettuate sul nostro sito ci rendiamo conto che c’è molta confusione sul significato di "dissociazione molecolare", la colpa non è certo di chi cerca di capire quanto piuttosto di chi volutamente fornisce informazioni sbagliate e/o "devianti":
LA DISSOCIAZIONE MOLECOLARE COMPLETA, CHE RENDE QUINDI I MATERIALI TRATTATI VERAMENTE INERTI, AVVIENE SOLO CON LA TECNICA DELLA TORCIA AL PLASMA POICHE’ E’ L’UNICA CHE UTILIZZA UNA TEMPERATURA COSI’ ELEVATA DA DISSOCIARE LE MOLECOLE- DI QUALSIASI MATERIALE INSERITO NELL’IMPIANTO- FINO AL LIVELLO DELL’ATOMO ( ED E’ L’UNICA A NON IMMETTERE FUMI NELL’ATMOSFERA TRAMITE I CAMINI POICHE’ GLI IMPIANTI NON NECESSITANO DI CAMINI!)
NON ESISTE NESSUN’ALTRA TECNOLOGIA IN GRADO DI FARLO.
EVIDENTEMENTE SI PARLA DI "DISSOCIAZIONE MOLECOLARE" ANCHE QUANDO LA MATERIA VIENE RIDOTTA A MOLECOLE PICCOLE ( PIU’ PICCOLE, MA NON INERTI! E’ IL CASO, PER ESEMPIO, DELLA PIROLISI)
NEL CASO DEGLI INCENERITORI, ALTRIMENTI DETTI PIU’ ELEGANTEMENTE "TERMOVALIZZATORI" ,NON SI DISSOCIA NIENTE: SI BRUCIA E SI IMMETTE IL PRODOTTO DANNOSO NELL’ATMOSFERA; QUELLO CHE RESIDUA SONO CENERI MOLTO TOSSICHE CHE "DOVREBBERO" ESSERE A LORO VOLTA SMALTITE
posted by Irene
SMALTIRE I RIFIUTI CON LA Tecnologia al PLASMA
Smaltire i rifiuti con la torcia al plasma A QUANTO PARE NON SIAMO I SOLI A PENSARLA IN QUESTO MODO, MA RISPETTO AI TEMPI DI PUBBLICAZIONE DELL’ARTICOLO CHE LEGGETE SOTTO (CIRCA UN ANNO FA), SOSTANZIALI CAMBIAMENTI SONO INTERVENUTI RISPETTO AI COSTI: OGGI QUASI EQUIPARATI ALLE ALTRE TECNOLOGIE. OLTRE A QUESTO, NON E’ RICHIESTA UNA PARTICOLARE MANUTENZIONE E L’IMPIANTO E’ FACILMETE GESTIBILE DA POCHI ADDETTI AI LAVORI! ——————————————————————————– Dalla NASA l’innovativa tecnologia della torcia al plasma, finalizzata al recupero di materiale ed energia, grazie ad un processo di gassificazione e vetrificazione delle materie organiche ed inorganiche. L’ostacolo più grande? I suoi costi, che sono ancora molto elevati La parola rifiuti ha sempre identificato due aspetti tra loro fortemente contrapposti, ovvero quello del “problema” e quello della “risorsa”. La gestione integrata dei rifiuti solidi urbani, assimilati ed industriali, si presenta come la metodologia più corretta per il loro smaltimento, e per il recupero di materia ed energia che ben si armonizza con la necessità, sempre più sentita da parte degli amministratori pubblici e degli operatori del settore, di ridurre al minimo, o eliminare, l’impatto sull’ambiente prodotto dalle attività umane, attraverso raccolta e smaltimento dei rifiuti in termini di risorsa. Dalla raccolta dei rifiuti in forme diverse (differenziata, non differenziata, porta a porta o collettiva, ecc.), al recupero di materia ed energia, la gestione integrata utilizza diverse tecnologie ormai da tempo adottate sia in Italia che negli altri paesi tecnologicamente avanzati: compostaggio, raccolta differenziata di plastiche, carta e vetro, oltre al recupero energetico del residuo indifferenziato mediante incenerimento con tecniche basate sui principi di combustione. Negli ultimi tempi si stanno sviluppando impianti di recupero di materia ed energia dai rifiuti basati sul processo di gassificazione e vetrificazione di materiali organici e inorganici, mediante la tecnologia della Torcia al Plasma. Questo tipo di tecnologia è stata sviluppata, in seguito alle ricerche effettuate presso la NASA per rispondere alle esigenze di sviluppo di materiali in grado di resistere alle altissime temperature generate dall’attrito dell’aria, durante il rientro di capsule spaziali nell’atmosfera terrestre. Il plasma generato dalle torce è costituito da gas ionizzato ad altissima temperatura (da 7.000 a 13.000°C, a seconda del tipo di torcia utilizzato) ed ha la caratteristica di apportare una grande densità di energia, con massa molto ridotta, costituita dal flusso di gas (aria nel caso di applicazione sui rifiuti) che veicola l’energia dell’arco elettrico all’esterno della torcia. Sottoponendo elementi organici ed inorganici all’azione della torcia, date le elevate temperature e l’elevato trasferimento di energia, le molecole organiche si decompongono, mentre i materiali inorganici vengono fusi. Immettendo vapore si genera un gas di sintesi la cui composizione risulta essere molto simile a quella prodotta nei gasogeni a carbone (il cosiddetto “gas d’acqua”), il cui utilizzo come gas da cucina era molto diffuso prima dell’avvento del metano. L’applicazione della Torcia al Plasma sui rifiuti permette di generare una “zona” di reazione ove la temperatura è compresa tra i 3.000 ed i 4.000°C. In tale zona i rifiuti organici si decompongono: il carbonio è libero di reagire con l’ossigeno, immesso direttamente nella zona di reazione, formando un gas di sintesi essenzialmente composto da ossido di carbonio ed idrogeno molecolare. Nei processi chimici legati alle varie fasi, non si hanno emissioni di gas tossici, quali diossine, furani e SVOCs (Composti Organici Volatili Semilavorati), non si ha produzione di scorie e ceneri di fondo contenenti materiali incombusti e metalli pesanti, e non vengono prodotte ceneri volanti contenenti metalli pesanti (cadmio, mercurio, piombo, ecc). I principali prodotti generati dal processo sono: • Gas di sintesi: tutti gli elementi organici contenuti nei RSU (Rifiuti Solidi Urbani) si trasformano in gas di sintesi, essenzialmente composti da idrogeno (~53%) e da monossido di carbonio (~33%), con qualche percentuale di azoto molecolare, biossido di carbonio e metano (utilizzato per produrre energia elettrica). • Materiale di tipo lavico: gli elementi inorganici vengono fusi e trasformati in una roccia di tipo vulcanico, una specie di lava totalmente inerte e non tossica, a bassissima viscosità, nella cui matrice vetrosa sono inglobati e totalmente inertizzati i metalli pesanti. Il materiale di sintesi ottenuto è utilizzabile come materiale da costruzione (es. massicciate stradali, conglomerato cementizio, materiale di riempimento ecc.). Le caratteristiche peculiari di questi impianti, che potrebbe portarli in futuro ad essere una realtà consolidata su larga scala, sono da ricercarsi sul rispetto per l’ambiente, sulla flessibilità nell’accettare insieme, o separatamente, diversi tipi di rifiuti, da quelli ospedalieri al C.D.R. (combustibile derivato dai rifiuti), da quelli pericolosi, sia liquidi che solidi, a quelli industriali. Una ulteriore caratteristica positiva di questo tipo di impianti è il loro essere modulabili, caratteristica che li porta, a differenza degli inceneritori tradizionali, a lavorare dal 30% al 100% della loro potenza nominale, assicurando in tal modo al gestore la possibilità di smaltire senza difficoltà eventuali variazioni stagionali nel flusso dei rifiuti. Ad oggi, nonostante gli studi più recenti sulle torce al plasma risalgano a qualche anno fa, gli impianti operativi presenti nel mondo sono individuati in poche unità, distribuite tra l’Inghilterra, il Giappone e gli Stati Uniti. Probabilmente l’altissimo livello tecnologico dell’impianto, unitamente agli alti costi di realizzazione e di gestione, hanno frenato l’entusiasmo iniziale degli amministratori sulla fattibilità di un intervento simile. Forse, un’analisi più attendibile e sicura sui costi legati allo smaltimento dei rifiuti con impianti al plasma, sarà possibile solo quando si stabiliranno regole certe sullo smaltimento, sul controllo e sui recapiti finali, soprattutto di rifiuti speciali e pericolosi, la cui trasformazione trova, in questo tipo di impianti, una vera competitività del trattamento. di Aldo Mazzarella FONTE: © 2008 Rinnovabili.it C.F./P.IVA.: 09572171008 - Autorizz. del Tribunale di Roma n° 257 del 18.07.05 - Hosting: PromoNet - Design e sviluppo: Eclectika
ECCO COME FUNZIONA!
DIFFERENZA TRA L’INCENERIMENTO E LA DISSOCIAZIONE MOLECOLARE TOTALE (PCS Plasma Converter System)
"IL PLASMA e’ una miscela gassosa ad alta temperatura di elettroni, cationi, molecole e atomi neutri. La sua formazione avviene quando un gas passa in un campo elettrico o magnetico di elevata intensità. La conversione dell’energia elettrica in calore provoca un aumento molto consistente della temperatura del gas ( fino a 15.000° C). GRAN PARTE DELL’ENERGIA POSSEDUTA DAL GAS PUO’ ESSERE TRASFERITA ALLE MOLECOLE DELLE SOSTANZE POSTE A CONTATTO CON IL PLASMA STESSO, CON FORMAZIONE DELLE SINGOLE SPECIE ATOMICHE CHE LE COMPONGONO; TALI ATOMI SI RICOMBINANO POI TRA DI LORO FORMANDO PRODOTTI SEMPLICI, MENO INQUINANTI, E IN ALCUNI CASI CON POSSIBILI RECUPERI ENERGETICI O DI MATERIA. " L’EFFICIENZA DI DISTRUZIONE E’ ELEVATA, LA PRODUZIOINE DI ENERGIA E’ TRIPLICE RISPETTO AI NORMALI IMPIANTI DI INCENERIMENTO, INOLTRE, QUESTA TECNOLOGIA, PROPRIO PER LE CARATTERISTICHE DI ALTA AFFIDABILITA’ E’ STATA IMPEGNATA ADDIRITTURA PER LO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI PERICOLOSI! ALLORA NON SI CAPISCE PERCHE’ NON SIA PRESA IN CONSIDERAZIONE DALLE NOSTRE AMMINISTRAZIONI.

Qui vi abbiamo riportato dati pervenuti da aziende Leader del settore, da questi si evince che le massime garanzie dal punto di vista ambientale si ottengono con la TORCIA AL PLASMA, ATTUANDO LA DISSOCIAZIONE MOLECOLARE TOTALE.
RICERCA: ANALISI DI UN IMPIANTO DI INCENERIMENTO DEI RIFIUTI CON TECNOLOGIA AL PLASMA Introduzione Le torce al plasma sono state ampliamente utilizzate sia nelle ricerche scientifiche che in molti processi tecnologici. In particolare, i processi di trattamento basati sulla chimica del plasma sono stati utilizzati in processi ad alta efficienza come il cracking termico e la combustione dei rifiuti pericolosi [1][2]. Nei processi di termodistruzione (incenerimento, gasificazione e pirolisi) dei rifiuti le temperatura di processo nei forni tradizionali è di circa 1500 K. Temperatura non sufficiente per una completa distruzione dei rifiuti pericolosi. Usando la tecnologia del plasma, invece, la temperatura media della massa in prossimità della regione di reazione è di circa 4000-5000 K [3]. In questo modo i legami chimici presenti nella massa del rifiuto sono degradati dalla condizione di riduzione od ossidazione determinata dal plasma ad alta temperatura. -Sono stati condotti diversi studi sulle applicazioni delle torce al plasma nei processi di termodistruzione dei rifiuti. In particolare, Donaldson et al. hanno largamente approfondito le problematiche ingegneristiche dei processi di distruzione dei rifiuti pericolosi e radioattivi e di quelli pericolosi [2][4]. I processi al plasma presentano diversi vantaggi: piccoli reattori e necessità di piccoli equipaggiamenti, basso investimento iniziale, trasportabilità, prodotti finali del processo altamente stabili, velocità di accensione e spegnimento, costo dei processi competitivo per i rifiuti misti.
DAL SITO DELLA PROVINCIA DI TORINO - SEZIONE MODULISTICA:
Impianti di sperimentazione
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Procedimento amministrativo |
Autorizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione. |
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Normativa di Riferimento |
Art. 211 del D.Lgs. 152/2006 |
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Area |
Sviluppo Sostenibile e Pianificazione Ambientale |
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Servizio |
Gestione rifiuti e bonifiche |
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Dirigente del servizio |
Ing. Pier Franco Ariano |
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Funzionari responsabili |
Dott.ssa Stefania Alemani Geom. Giulio Locantore Ing. Raffaella Martini Ing. Carlotta Musto Dott. G. Soldi |
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Dove rivolgersi |
Sportello Ambiente Via Valeggio, 5 - 10128 Torino |
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Modalità |
Presentazione dell’istanza originale in bollo da € 14,62 più 7 copie in carta semplice alla Provincia di Torino (Area Sviluppo Sostenibile e Pianificazione Ambientale) a cui aggiungere le seguenti altre copie in carta semplice:
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Documentazione da presentare |
Vedi documentazione tecnica allegata al modello di autorizzazione. |
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Durata dell’autorizzazione |
La durata dell’autorizzazione è di 2 anni, salvo proroga che può essere concessa previa verifica annuale dei risultati raggiunti per altri 2 anni. |
ART. 211
(autorizzazione di impianti di ricerca e di sperimentazione)
1. I termini di cui agli articoli 208 e 210 sono ridotti alla metà per l’autorizzazione alla realizzazione ed all’esercizio di impianti di ricerca e di sperimentazione qualora siano rispettate le seguenti condizioni:
a) le attività di gestione degli impianti non comportino utile economico;
b) gli impianti abbiano una potenzialità non superiore a 5 tonnellate al giorno, salvo deroghe giustificate dall’esigenza di effettuare prove di impianti caratterizzati da innovazioni, che devono però essere limitate alla durata di tali prove.
2. La durata dell’autorizzazione di cui al comma 1 e’ di due anni, salvo proroga che può essere concessa previa verifica annuale dei risultati raggiunti e non può comunque superare altri due anni.
3. Qualora il progetto o la realizzazione dell’impianto non siano stati approvati e autorizzati entro il termine di cui al comma 1, l’interessato può presentare istanza al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, che si esprime nei successivi sessanta giorni di concerto con i Ministri delle attività produttive e dell’istruzione, dell’università e della ricerca. La garanzia finanziaria in tal caso e’ prestata a favore dello Stato.
4. In caso di rischio di agenti patogeni o di sostanze sconosciute e pericolose dal punto di vista sanitario, l’autorizzazione di cui al comma 1 e’ rilasciata dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, che si esprime nei successivi sessanta giorni, di concerto con i Ministri delle attività produttive, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca.
5. L’autorizzazione di cui al presente articolo deve essere comunicata, a cura dell’amministrazione che la rilascia, all’Albo di cui all’articolo 212, comma 1, che cura l’inserimento in un elenco nazionale, accessibile al pubblico, degli elementi identificativi di cui all’articolo 212, comma 23, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
| ECOLOGIA, ENERGIE E "ECO-ENERGIE", Ecologia e rifiuti, Fondi europei e regionali, LE LEGGI E L'ECOLOGIA, Leggi: opportunità e finanziamenti, Rifiuti speciali e speciali-pericolosi, leggi e autorizzazioni, smaltimento rifiuti | 0 Commenti



