CRISI RIFIUTI: Differenze tra termovalorizzatore e “Torcia al plasma”

 

TERMOVALORIZZATORE

TORCIA AL PLASMA

1) Principio teorico

1) Principio teorico

Per incenerimento si intende il processo di combustione dei rifiuti operato in condizioni d’eccesso d’aria rispetto

alla quantità stechiometrica; ossia il quantitativo totale d’ossigeno introdotto è superiore alla quantità

necessaria per permettere la completa ossidazione del materiale trattato.

La combustione è una reazione chimica di ossidazione, fra un combustibile ed un comburente, generalmente

l’ossigeno, con sviluppo di energia. Da questa reazione si generano nuovi componenti, i prodotti della

combustione.

 

 

L’utilizzo della tecnologia del plasma per il trattamento termico dei rifiuti ha rappresentato nella seconda metà

degli anni ’90 una proposta innovativa per il recupero di energia e materia dai rifiuti.

Il plasma si forma fornendo ad un gas energia sufficiente a rompere il legame molecolare ed atomico. Infatti

nello stato di plasma non esiste più il legame molecolare (per un gas biatomico come Azoto ed Idrogeno), nè il

legame atomico (per un gas monoatomico come Argon ed Elio). Gli atomi, per la perdita di uno o più elettroni, si scindono in ioni, con una o più cariche positive, ed elettroni (fenomeno di ionizzazione atomica).

Comunque il plasma, nella sua totalità, è elettricamente neutro, in quanto la somma delle cariche positive

(ioni) eguaglia la somma delle cariche negative (elettroni).

Il plasma ad arco viene ottenuto mediante il trasferimento di energia, sviluppata in una scarica ad arco, ad una

massa gassosa.

 

 

2) Temperatura di esercizio

2) Temperatura di esercizio

Circa 1000 ° C

Più di 16.000 °C

3) Reazione su cui si basa

3) Reazione su cui si basa

Combustione

Sublimazione o termofusione o Dissociazione molecolare controllata

4) Sostanze emesse in atmosfera

4) Sostanze emesse in atmosfera

· Monossido di carbonio;

· Biossido di carbonio;

· Protossido di azoto;

· Biossido di azoto;

· Anidride solforosa;

· Anidride solforica;

· Furani;

· Diossine;

 

Tecnologia ad impatto zero o vicino allo zero nel senso che NON VI SONO EMISSIONI IN ATMOSFERA ma vi è produzione di syn-gas che è un gas di sintesi composto da :

 

  • H2
  • CO
  • CO2
  • Vapor d’acqua

Il quale viene immagazzinato nell’impianto

5) Quantità di emissioni in atmosfera

5) Quantità di emissioni in atmosfera

Per ogni tonnellata di rifiuto vengono prodotti e liberati in atmosfera 6.000 m/c di fumi per cui un termovalorizzatore della capacità di 1000 ton/giorno emette 6.000.000 m/c di fumi al giorno.

Il tipo di reazione (termofusione) non permette la produzione di alcun composto tossico o pericoloso come Diossine e Furani

6) Ceneri prodotte

6) Ceneri prodotte

Più precisamente, per ogni tonnellata di rifiuti bruciata, un inceneritore produce :

·1 tonnellata di fumi immessi in atmosfera;

· 280/300 Kg di ceneri solide non inerti;

· 30 Kg di ceneri volanti pericolose;

· 650 Kg di acqua di scarico;

· 25 Kg di gesso

Complessivamente, come si vede, la materia in uscita è maggiore di quella in entrata, in quanto l’inceneritore addiziona ai rifiuti ossigeno (la combustione è un processo di ossidazione) e acqua per il raffreddamento. Va sottolineato che molti dei PIC ( Prodotti di combustione incompleta), presenti nelle emissioni, sono più tossici e difficili da distruggere dei rifiuti da cui sono derivati.

 

- Una tonnellata di RSU tal quale genera circa 70 Kg di scoria vetrosa riciclabile , completamente inerte (con

volumi, se compatta e non trattata, di appena 0,085-0,095 m3, e densità di 1,8-2,2 T/m3).

La scoria vetrosa (simil-ossidiana), sottoposta a prove di lisciviazione, si è dimostrata assai poco lisciviabile (il rilascio della maggior parte degli elementi inglobati è sotto i limiti di rilevazione e, ove rilevabile, è di almeno 100 volte sotto i severi limiti di US-EPA); essendo un inerte, è riciclabile per numerosi impieghi nel settore delle costruzioni (mattonelle, piastrelle, sotto-pavimentazioni stradali, granulazione per la produzione di abrasivi o per la miscelazione con materiali edili, produzione di isolanti termici simili alla lana di roccia, ecc.).

-Circa 1500 mc. di syngas

7) Necessità di smaltimento in discariche

7) Necessità di smaltimento in discariche

Dalla combustione, residua, circa il 30% del peso dei rifiuti immessi, in ceneri. Per le loro elevate caratteristiche di tossicità, le ceneri residue devono essere smaltite in discariche speciali (denominate di tipo B1 secondo la legge nazionale - decreto Ronchi). Le acque di scarico vengono disperse nell’ambiente circostante. Questi inquinanti una volta dispersi, nell’aria e nell’acqua, entrano nella catena alimentare e si depositano nei tessuti degli organismi viventi, con tempi di persistenza molto lunghi e grande capacità di accumulo.

Considerato il parametro 30 come percentuale di ceneri prodotte nel processo , se in un anno vengono incenerite 450.000 tonnellate di rifiuti, vengono prodotte 135.000 tonnellate di ceneri per cui si deve reperire una discarica di tale capacità.

Non è prevista alcuna discarica visto l’uso del basaltico prima esposto

8) Energia prodotta

8) Energia prodotta

Un termovalorizzatore bruciatore della capacità di 450.000 ton/anno produce in media 200 GWh di energia elettrica pari a 0.6 GWh/die e un terzo di quanto prima detto di calore per riscaldamento.

 

Il syn-gas viene depurato ad alta temperatura e subisce, poi, anche trattamenti di quenching (abbattimento rapidissimo della temperatura) e ulteriori depurazioni a freddo; il gas trattato è usato per la produzione di energia elettrica e vapore (combustione in turbina a gas in ciclo combinato con turbina a vapore a condensazione o derivazione e condensazione), e/o per la produzione di precursori per l’industria chimica (metanolo, etanolo), e/o per la separazione di idrogeno purissimo da ultra-filtrazione.

Nel caso di una torcia della capacità di 450.000 ton/anno , il syngas prodotto dall’impianto , può produrre da 80 a 120 MW di energia elettrica al giorno

9) Altre sostanze prodotte

9) Altre sostanze prodotte

Nessuna

Come detto precedentemente è possibile sintetizzare :

  • Metanolo
  • Bio Etanolo
  • Biodiesel

L’idrogeno da syn-gas può trovare impieghi nella petrolchimica (idrogenazione delle benzine), nell’industria alimentare (idrogenazione dei grassi), negli autobus e nelle auto

elettriche alimentati da celle a combustibile a idrogeno,nelle autovetture innovative a idrogeno liquido o a idrogeno gassoso compresso, in laboratori di ricerca e applicazioni industriali speciali.

 

10) Costi di impianto

10) Costi di impianto

La costruzione di un impianto da 450.000 tonnellate/anno costa non meno di 600-900 milioni di euro, valori che devono essere incrementati in relazione agli standard di sicurezza adottati, che richiedono sistemi di abbattimento degli inquinanti sempre più perfezionati .

Oltre ai costi di realizzazione l’inceneritore ha anche alti costi di gestione, sia per la complessità dell’impianto, sia per la manutenzione costantemente necessaria degli apparati di filtraggio, depurazione e controllo. A questi si aggiungono i costi di realizzazione della discarica speciale per i

residui solidi dell’inceneritore, che sono circa 10 volte superiori a quelli di una discarica normale di pari capacità;

 

Un impianto da 450.000 ton/anno comprensivo di :

  • 16 torce
  • Sistema di recupero del calore dal raffreddamento dei gas e dei solidi
  • Sistema di filtrazione del gas e sua inertizzazione
  • Produzione di idrogeno
  • Stoccaggio gas
  • Produzione di energia elettrica

ha un costo totale di 350-450 milioni di euro

11) Tipologia di rifiuti smaltibili

11) Tipologia di rifiuti smaltibili

  • R.S.U.

smaltimento di tutti i tipi di rifiuti,:

· R.S.U.

· Speciali

· Tossici e nocivi

· pericolosi.

 

12) Tempi di realizzazione

12) Tempi di realizzazione

Un impianto da 450.000 ton/anno ha i seguenti tempi di realizzazione:

  • circa 36 mesi per la costruzione impiantistica
  • circa 20 mesi per la messa a regime dell’impianto
  • per un totale di quasi 5 anni !!!!!

Un impianto con torcia al plasma da 450.000 ton/anno, essendo modulare ( come già detto è composto da 16 torce con 16 convertitori), ha bisogno di tempi minimi di realizzazione.

Di norma necessitano 12 - 15 mesi chiavi in mano.

13) E’ possibile la bonifica delle discariche con tale tecnologia ?

13) E’ possibile la bonifica delle discariche con tale tecnologia?

No, in quanto essi stessi producono ceneri che devono essere portate in discarica

Si, perché smaltiscono tutti i tipi di rifiuto sia speciali che nocivi , sia solidi che liquidi, ( sono state utilizzate per bonificare le testate nucleari in Russia) e quindi sono ideali per bonificare le discariche di rifiuti tossici e nocivi ( come quella di Pianura o quella nei pressi del temovalorizzatore di Acerra che è stata mostrata recentemente nella trasmissione di La7 reality )

 

Dott. Chimico Luciano Pecoraro

 

 

GUARDA IL VIDEO DEL DOTT. MEDICO ROBERTO TOPINO

 

 

 

Direttore del laboratorio analisi del Distretto sanitario E dell’ASL SA 2

 

posted by irene

admin | ECOLOGIA, ENERGIE E "ECO-ENERGIE", Ecologia e rifiuti, Inceneritori-Termovalorizzatori e Sistemi Alternativi, smaltimento rifiuti | 0 Commenti

 

lo sapete che tra pochi mesi l'ente Provincia dovrà "subire" le elezioni...  IL 19 settembre è uscito un bellissimo inserto con La Stampa, che- guarda caso - riepilogava tutte insieme quelle informazioni ambientali che stiamo chiedendo/erogando da giorni, da mesi… Si, hanno predisposto-dopo qualche sollecitazione - una vetrina della loro "eccellenza", spiegando che la Provincia di Torino ha intrapreso la strada della certificazione ambientale "trasversale" per le aziende e sta "proponendo l’adesione" alla stessa (notiamo con piacere che i nostri "suggerimenti" non cadono nel vuoto); stanno altresì predisponendo una serie di sportelli ambientali neo-nati ( anche questo non ci giunge nuovo :)  )adibiti a rilasciare informazioni agli utenti.

Bene! Siamo contenti, MA….. in questo utilissimo inserto informativo, non dovrebbero calcare la mano sull’inceneritore, spacciandolo sfacciatamente come "eco" solo perchè sono imposte le compensazioni che obbligano all’allestimento di aree verdi, parchi ecc.. (insomma, camouflage…). Il danno ambientale si produce sebbene l’area adibita alla costruzione dell’impianto venga abbellita dal verde ( povere piante!) . Se dicessero che l’inceneritore "serve" , e percio’ lo devono costruire,  sarebbero piu’ credibili; se non dicessero che l’impianto non viene finanziato pubblicamente perchè sarà il funzionamento dello stesso ***a ripagare le banche, altrettanto, sarebbero ancora piu’ credibili: siamo capaci tutti di "costruire le operazioni finanziare",  resta il fatto che l’inutile incenerimento di molti rifiuti che dovrebbero percorrere un’altra strada viene pagato con denaro pubblico/nostro, e non ci gratifica per niente il sapere che solo il secondo inceneritore, di cui  peraltro è stata dimostrata l’inutilità, sarà ridotto nelle dimensioni.

Bando alle polemiche, speriamo lo spot televisivo sulla raccolta differenziata, partito anch’esso a fare informazione  sulle reti nazionali, possa  contribuire, insieme con tutte le  lodevoli iniziative  che supportano il recupero, a decretare la fine o il decisivo ridimensionamento di questi impianti deleteri per l’ambiente. Questi mostri, ricordiamocelo, si alimentano  anche dei rifiuti raccolti nel centro di una città come Torino, dove non si fa la  differenziata!

Speriamo che gli enti preposti si attivino, con la stessa velocità che hanno riservato alla realizzazione del "loro" inceneritore, sull’iter burocratico  che servirà per allestire ecoisole e tecnologie alternative all’incenerimento, che siano veramente ecologiche senza bisogno di camouflage.

 DECRETO 8 APRILE 2008: DISCIPLINA DEI CENTRI DI RACCOLTA DEI RIFIUTI URBANI IN MODO DIFFERENZIATO(…)

             "Dal sonno della ragione nascono i mostri"

Ci scuserà, Goya, per aver "adattato" a scopo di immediatezza..

  *** P.S. UN PICCOLO REMEMBER:  SE NE PARLAVA A MAGGIO SU "LA STAMPA"

 

da la stampa

Cercasi acquirente per il calore prodotto dall’inceneritore del Gerbido, che promette di superare la domanda dei Comuni e per questo sta creando non pochi grattacapi: alla Provincia, a Palazzo civico e alla stessa Iride. Preso atto del guaio, e delle pressioni di Palazzo Cisterna, in soli tre mesi il «no grazie» con cui Torino aveva declinato l’offerta ha ceduto il passo ad un «sì condizionato».

( OGGI, SETTEMBRE 2008, CHE FINE AVRA’ FATTO-SULLA CARTA- L’ENERGIA PRODOTTA IN ECCESSO? COME AVRANNO FATTO A "FAR QUADRARE TUTTI I CONTEGGI "CHE NON QUADRAVANO A MAGGIO? FORSE PERCHE’ SI AVVICINANO LE ELEZIONI IN PROVINCIA?)

Il futuro impianto produrrà dallo smaltimento dei rifiuti energia elettrica e calore da convogliare nelle reti del teleriscaldamento: questa la premessa numero uno. La seconda è che Iride non ha bisogno di quel calore per teleriscaldare Torino Sud e Torino centro, già servite dalle centrali di Moncalieri e del Politecnico. Mentre lo sviluppo della rete a Nord sarà garantito dalla nuova centrale delle Vallette. «Per tali ragioni - recitava la delibera di Palazzo civico approvata a febbraio - si ritiene condivisibile la scelta di utilizzare l’energia termica prodotta dal termovalorizzatore per lo sviluppo del teleriscaldamento nei Comuni limitrofi, non ravvisando un attuale interesse per la Città».

Insomma: l’apporto dell’inceneritore non era giudicato strategico dal gestore, e quindi dal Comune, in una città che guida la classifica nazionale dei centri urbani più teleriscaldati. Nemmeno i 23 euro/Megawattora di energia termica, proposti da Trm come prezzo minimo di cessione dell’energia termica, benché convenienti rispetto a quello di mercato, avevano convinto Iride. In compenso Beinasco, Grugliasco, Orbassano, Rivalta e Rivoli avevano confermato da subito il loro interesse.

La vicenda si è riaperta quando uno studio della società «Tecnoapi», commissionato dalla Provincia, ha rivelato che l’energia termica prodotta dall’impianto sarà superiore al fabbisogno dei Comuni limitrofi. «Circa il 50 per cento resterebbe inutilizzato», spiega l’assessore provinciale Angela Massaglia (Ambiente). Conferma il collega Piras (Qualità dell’Aria). Che farsene del calore in eccesso?

Pare che nelle ultime settimane la grana abbia surriscaldato i rapporti fra Palazzo civico e la Provincia: il primo sensibile al problema ma attento a non compromettere gli interessi di Iride; la seconda convinta che Torino non possa chiamarsi fuori.

Il nuovo scenario è contenuto nella seconda delibera approvata ai primi di maggio: Iride conferma «la sua piena disponibilità ed interesse» a valutare l’interconnessione della rete di teleriscaldamento del termovalorizzatore con quella di Torino. Quanto alla possibilità di convogliare verso Torino calore prodotto dal Gerbido, «la stessa Iride ha confermato il suo interesse a valutare sin d’ora tale prospettiva, riservandosi di esaminare le correlate questioni tecniche, economico/finanziarie e societarie». Due delibere, due orientamenti.

«La nuova linea di Iride, e quindi del Comune, è un atto di responsabilità motivato da variabili diverse - commenta l’assessore Domenico Mangone (Ambiente) -: lo studio Tecnoapi ma anche la posizione dei Comuni limitrofi, alcuni dei quali non escludono di acquistare il calore da operatori privati». Di certo Iride non intende rimetterci. Dai piani alti della società spiegano che «o si troverà la quadra con Trm, ottenendo un prezzo di cessione accettabile, oppure il nuovo orientamento andrà ridiscusso». La partita è aperta.

 

 

Ma state tranquilli… i vostri figli moriranno di CANCRO passeggiando nelle aree verdi avvelenate chiamate "opere di compensazione!!"


admin | ECOLOGIA, Senza categoria | 0 Commenti

Piu’ che un’idea ci sembra una cosa inevitabile, dal momento che si deve necessariamente differenziare e recuperare il più possibile-che piaccia o no ci viene imposto-abbiamo seri dubbi che vi saranno ancora rifiuti "sufficienti" per alimentare un inceneritore. La pirolisi ci sembra una valida alternativa all’inceneritore,  pensare ad un impianto che smaltisca una quantità non superiore alle 30 tonnellate all’anno è in linea con gli obiettivi della differenziata, e soprattutto della "sperimentazione" * ! Ma ci chiediamo ancora: 1) a cosa serve il secondo inceneritore? 2)  cosa farà l’ATO RIFIUTI, insieme con la  Provincia, per smaltire I RIFIUTI SPECIALI, PERICOLOSI E TOSSICI che in questo momento ci pare siano l’emergenza di questa città? Ben venga la PIROLISI per la quota di rsu che non puo’ essere recuperata, ma non puo’ smaltire i rifiuti tossici. Continueremo a fingere di mandarli in Germania? E se poi ci accorgessimo che non tutti i produttori sono "contenti" di mandarli in Germania? Forse, se provaste a dialogare con loro, vi accorgereste che alcuni tra i più grandi produttori di tali rifiuti gradirebbero poterne smaltire almeno una quota in casa, anche perchè gli oneri saranno particolarmente gravosi per "gli errori di percorso" e per gli "incidenti di percorso". * QUINDI L’IDEA DELLA "SPERIMENTAZIONE" piace all’ATO RIFIUTI, quando si tratta di PIROLISI! Ci chiediamo come mai…

admin | ECOLOGIA, Inceneritori-Termovalorizzatori e Sistemi Alternativi, Senza categoria | 0 Commenti

INCENERITORI, TERMOVALORIZZATORI, PIROLISI, DISSOCIAZIONE MOLECOLARE TOTALE CON PLASMA CONVERTER SYSTEM ( TORCIA AL PLASMA):

 

 DANNI E RISCHI   morire da  ricchi... o vivere da saggi!!    PER LA SALUTE

 GUARDA IL VIDEO DEL DOTT. MEDICO ROBERTO TOPINO

 

STABILITO CHE LA COMUNITA’ EUROPEA NON VUOLE PIU’ SENTIR PARLARE DI INCENERITORI, ACCANTONIAMO QUESTA IPOTESI!!!

 

 

 

 QUINDI CI CONFRONTIAMO CON LA PIROLISI….        

       pirolisi umpianto di yame-seibu

Sul territorio però sembra essere più presente l’idea che la PIROLISI sia la tecnologia più testata e più “raggiungibile”. ABBIAMO DUNQUE CONTATTATO LE AZIENDE LEADER DEL SETTORE, PER AVERE LA LORO DISPONIBILITA’ AD INFORMARE LA POPOLAZIONE!!

 

 

 

 

E CON LA PIU’ TECNOLOGICA TORCIA AL PLASMA…

Impianto Torcia al Plasma

 Da una recente ricerca risulta che la dissociazione molecolare, ottenuta con la tecnologia della “torcia al plasma”, sia, tra tutti, il sistema più efficace per convertire i rifiuti (anche non differenziati) in energia e materiali inerti.. sembrava incredibile anche a noi … ma abbiamo prove e documenti!! Se ne volete sapere di più chiedete e vi invieremo la documentazione.
Lo facciamo con estremo piacere perchè sull’argomento “RIFIUTI”, il business, troppo spesso, oscura la verita!!! Sapere, informarsi e agire!!!!

 

 

OLTRE ALLE BUONE TECNOLOGIE, A PARER NOSTRO, OCCORRE ANCHE LA VOLONTA’ DI INVESTIRE NELL’INFORMAZIONE E NEL CONFRONTO DIRETTAMENTE SUL TERRITORIO. CERTO, E’ UN COSTO, MA NOI CHIEDIAMO DI ESSERE INFORMATI E VOI CITTADINI LO DOVETE PRETENDERE… CHI INVESTE NEL DIVULGARE LA “VERITA’” DEVE ESSERE PREMIATO…
NON APPENA AVREMO RISCONTRO VI AGGIORNEREMO.

PAROLA DI “ECO-VERO”

(PICCOLO DIZIONARIO DELLE TERMINOLOGIE)

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admin | Amministrazione: finanziamenti europei, Ecologia e rifiuti, SALUTE E "ECO-SALUTE", leggi e autorizzazioni | 1 Commento

AL SINDACO DI TORINO E AI SINDACI PIEMONTESI

E p.c. ENTE PROVINCIA DI TORINO e ATO RIFIUTI DI TORINO 

STIAMO REALIZZANDO UNA CAMPAGNA INFORMATIVA SULLO SMALTIMENTO FINALE DEI RIFIUTI.
A GENNAIO DEL 2008 ABBIAMO ORGANIZZATO UNA DIMOSTRAZIONE TECNICA IN COMMISSIONE PUBBLICA PRESSO LA PROVINCIA DI TORINO, IN VIA MARIA VITTORIA; LA COMMISSIONE ERA PRESIEDUTA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DELLA PROVINCIA.
DURANTE QUESTA DIMOSTRAZIONE E’ EMERSO CHE OGGI, LA TECNOLOGIA PER SMALTIRE I RIFIUTI CHE SI AVVALE DELLA “DISSOCIAZIONE MOLECOLARE TOTALE”, OTTENUTA CON L’USO DELLA “TORCIA AL PLASMA” , GARANTISCE UN IMPATTO AMBIENTALE BASSISSIMO RISPETTO A QUALSIASI ALTRA MODALITA’ DI SMALTIMENTO (NON ESISTONO CAMINI!) , LA POSSIBILITA’ DI REALIZZARE IMPIANTI MODULARI DA PICCOLE A GRANDI DIMENSIONI IN FUNZIONE DELLE REALI NECESSITA’, LA PRODUZIONE DI UN QUANTITATIVO DI ENERGIA TRE VOLTE SUPERIORE A QUELLA PRODOTTA DAGLI IMPIANTI TRADIZIONALI, GLI STESSI COSTI DI REALIZZAZIONE IN RAPPORTO AGLI ALTRI IMPIANTI E PERTANTO NON VI SONO CONTROINDICAZIONI RISPETTO AD UN UTILIZZO SUL TERRITORIO, IN QUALSIASI SITO PRESCELTO ( NON OCCUPANDO SPAZIO E NON INQUINANDO).
NESSUNO HA POTUTO SOLLEVARE OBIEZIONI IN MERITO ALL’EFFICACIA DI TALE IMPIANTO CHE, RICORDIAMO, E’ VISITABILE A BRISTOL. A BREVE SARA’ OPERATIVO UN IMPIANTO IN POLONIA ED E’IN PROGETTO LA REALIZZAZIONE ANCHE IN ITALIA. NOI TORINESI COSA STIAMO ASPETTANDO? SIAMO LETTERALMENTE SOMMERSI DI RIFIUTI E CONTINUIAMO A PARLARE DI COSTRUIRE NUOVE DISCARICHE E NUOVI INCENERITORI!
NELL’ATTESA, NOI DI ECO-VERO, ABBIAMO FATTO UNA PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO E CERCHIAMO IL DIALOGO CON CHI VUOLE IL BENE DELLA COLLETTIVITA’.

RITENIAMO PERTANTO DOVEROSO INFORMARE LA POPOLAZIONE E LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI.

“Negli Stati Uniti, paese precursore degli inceneritori, già nel 1993 il “Wall Street Journal” avvertiva che l’uso degli inceneritori, per smaltire i rifiuti urbani, era una vero disastro economico per le amministrazioni pubbliche e per i contribuenti”.
Cosa dice la Comunità Europea
La Direttiva 2000/76/CE dell’Unione Europea afferma testualmente:
“Misure più restrittive dovrebbero ora essere adottate per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento atmosferico provocato dagli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e le direttive attuali (89/369/CEE) dovrebbero pertanto essere abrogate”.

admin | Ecologia e rifiuti | 1 Commento