Ci riferiamo al "miracolo del Gerbido", come lo definisce oggi La Stampa. L’abilità e l’intelligenza di un politico, parlamentare e da pochissimo ex- presidente della Seta, sono fuori discussione, grazie a lui l’amministrazione di Torino si è "salvata" in corner.
Dissentiamo profondamente dall’analisi fatta sul quotidiano in merito ai dati statistici riportati che configurerebbero una condivisione dell’opinione pubblica su questa "opera" del Gerbido: i dati pubblicati riguardano solo il 41% delle opinioni che ritengono l’opera utile e/o necessaria ( ovvio il recupero energetico che, tuttavia, ricordiamo, qualche mese fa dichiaravate in esubero, tanto da non riuscire a trovare un accordo con Iride per collocarlo). Ma il restante 60% delle opinioni, che non viene pubblicato, cosa dice del termovalorizzatore?
Non crediamo nemmeno, con tutta franchezza, che l’obiettivo dell’emendamento con il quale Esposito -alleandosi con An e Pdl - è riuscito ad ottenere i certificati verdi, fosse quello di alleviare la cittadinanza dal gravoso onere di una TARSU che rischiava un rialzo inaudito. Un gioco ben riuscito, anche nell’apparenza di tutela delle tasche dei cittadini, salvo poi gli accordi fatti con Equitalia per recuperare forzosamente la TIA non pagata ; non ci sembra che questo atteggiamento persecutorio, già abbondantemente perpetrato dal Comune di Torino, sia così "in favore" della cittadinanza, pur rendendoci perfettamente conto della situazione di crisi in cui può cadere un’azienda, come per esempio la Seta, quando non le vengono corrisposti i denari previsti per i suoi servizi : le banche costano molto a tutti, anche ai privati cittadini quando devono farsi prestare il denaro per pagare Equitalia in funzione dei vostri accordi. Quello che state generando è un circolo vizioso senza fine con impatti devastanti sulla nostra economia: la gente vessata da ogni fronte non ha più soldi per pagare nulla, nemmeno le vecchie cartelle rifiuti. State generando una società di nullatenenti obbligati ad avvalersi di "controfigure" per non vedersi sequestrare l’automobile , la casa e gli arredi per pagare la P.A. che continua, spudoratamente, a farsi tutti i comodi propri.
Noi pensiamo, più verosimilmente, che l’obiettivo dell’emendamento sia stato quello di non far crollare una grande operazione finanziaria che avrebbe altrimenti destinato Torino ad un probabile commissariamento per l’emergenza rifiuti generata dall’incapacità della P.A.