Le stazioni, all’inizio, furono concepite solo per il transito dei treni; oggi le stazioni sono luoghi che offrono servizi e ottimizzano lo spazio valorizzandone ogni aspetto; tutto questo accadrà, inevitabilmente, anche con i parcheggi, che oggi sono luoghi "mono-utilizzo": vengono usati solo per la sosta delle auto! Tutto questo ce lo racconta la storia dell’umanità! La conosciamo già questa storia…tanto vale precorrere (???) i tempi !!!

INTERVISTA PARTE 1°                           INTERVISTA PARTE 2°

I-INTERVISTA PARTE 1 -Una delle menti più brillanti nel mondo dell'architettura, la "Signora dei parcheggi", Architetto Teresa sapey     -INTERVISTA PARTE 2- Una delle menti più brillanti nel mondo dell'architettura, la "Signora dei parcheggi", Architetto Teresa sapey 

Da qualche mese noi di Eco Vero ci stavamo domandando che cosa aspettasse Torino a realizzare gli eco-parcheggi!

Oggi Torino si appresta a costruire 2000 posti auto sotterranei: tanto vale attrezzarli in modo eco, dotandoli quindi delle prese di corrente per le auto elettriche, dei servizi  necessari ed utili ad un luogo di sosta per il pubblico e di quanto è già stato realizzato a Madrid dall’Architetto di fama internazionale - e di origini torinesi - La Signora Teresa Sapey.

Ebbene, stanchi di aspettare, le abbiamo telefonato nel suo studio a Madrid e ….ascoltate la sua voce!

LEGGI QUI CHI E’ LA SIGNORA DEI PARCHEGGI

 

 

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info +39 392 0674818

 

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Una persona che si occupa in silenzio di molti aspetti importanti della vita sociale, con particolare attenzione all’integrazione e con la diplomazia di cui pochi sono capaci: Ibrahem Younes - noto come Amir

Riportiamo un articolo comparso ieri su "La Stampa":

 

IBRAHEM YOUNES

 

CLICCA SULLA FOTO

PER ASCOLTARE

AMIR

 

 

 

  

“Un giorno sentiremo
campane e muezzin insieme”

 

[FIRMA]MONICA PEROSINO
Domani mattina il sorgere del sole segnerà l’inizio del Ramadan (anche se a Roma, in Egitto e Arabia Saudita è iniziato già questa mattina). Il mese sacro impone una rigida disciplina - che parte dal digiuno, dall’alba al tramonto, e prosegue con preghiere, meditazione e beneficenza - ai ventotto mila musulmani torinesi.
Nelle botteghe di San Salvario, come nei cortili a Porta Palazzo la comunità islamica si prepara a celebrare il mese in cui ebbe inizio la rivelazione del Corano. Ieri nella città bollente e semideserta qualcuno preparava già la harira, la zuppa che i marocchini mangiano durante il digiuno, alla sera, altri si preparavano alle preghiere del Taraweeh, speciali parti del Corano recitate durante il Ramadan. «Gli occidentali identificano il Ramadan con il digiuno - spiega Mohammed, diretto alla moschea di corso Giulio Cesare - ma è qualcosa di ben più profondo: ci asteniamo dai piaceri corporali: cibo, bevande, fumo, sesso, la notte preghiamo». Mohammed, operaio originario del Marocco, è un praticante serio: «Mi dispiace vedere che durante il Ramadan siamo tutti santi, poi le cose tornano come prima. Ma d’altronde tutto il mondo è paese, e gli uomini sono deboli, qualsiasi sia la loro fede». Mohammed si riferisce all’uso di alcol, ma soprattutto al «mancato rispetto delle leggi islamiche e italiane. I veri musulmani non li vedi ubriachi, né in mezzo alla strada a fare niente».
Anche quest’anno il direttore del Centro islamico «Mecca» di via Botticelli, Amir Younes, farà arrivare dal Cairo dieci imam: «Per allargare la conoscenza del vero islam ho invitato gli imam, tutti laureati all’università di Al Azhar, che lavorano con il ministero della religione islamica in Egitto». Il centro di preghiera di via Botticelli è con quello di via Chivasso, tra i più frequentati: «Da anni il Comune ci accompagna e ci aiuta nel processo di crescita e integrazione». Proprio alla vigilia del Ramadan il dispiacere di non avere una vera moschea (in Italia ce ne sono solo tre a Roma, Catania e Segrate) si fa più forte: «Ci dispiace vedere che la casa di Dio spesso è un garage o una cantina. La moschea dovrebbe essere bella e accogliente come le chiese - dice Amir Younes -, ma siamo fiduciosi. La nostra speranza sono le seconde generazioni, che stanno crescendo assieme agli italiani, in perfetta armonia. Ci sarà un tempo in cui anche a Torino potremo sentire le campane di una chiesa assieme all’adan dei muezzin».
Al Centro «Mecca» si sono già ritrovati ieri sera i primi fedeli: «Lottiamo per l’integrazione e per insegnare ai fedeli a comportarsi come si deve - spiega Abd El Aziz, collaboratore del Centro -. Come musulmano mi ferisce vedere un fratello che entra in un bar e ordina un alcolico come mi ferisce vederlo se infrange la legge italiana». La funzione positiva dei centri di preghiera è sempre di più un dato di fatto: «I centri di via Chivasso e di via Botticelli - dice Ilda Curti, assessore alle Politiche di integrazione - dimostrano che se si offrono luoghi dignitosi per la preghiera si aiuta a rendere migliore e più vivibile il territorio. Sono una forma eccellente di controllo sociale e comunitario». Novità degli ultimi tempi è il dialogo tra gruppi islamici diversi, tradizionalmente chiusi, «in una città che da anni ha imparato a condividere e rispettare le diverse confessioni».

posted by Irene

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Fonte "Il Corriere.it"

Ci sembra una notizia degna di nota!

La presidente del Fai aveva attaccato duramente il piano casa del governo

Bondi: «Codice dell’ambiente,
manterrò la promessa»

Il ministro dei beni culturali replica a Giulia Maria Crespi: sarà in vigore dal 2010

ROMA — Il suo è stato un vero e proprio grido d’allar­me per l’ambiente, per il pae­saggio, per i centri storici, per le coste. Per l’Italia. Dalle colonne del Corriere Giulia Maria Crespi, presidente del Fai, ieri ha fatto un’accusa precisa al Governo: «Stanno svendendo l’Italia soltanto per far cassa». E in una lunga intervista ha spiegato, ad una ad una, le sue preoccupazio­ni. La prima: la sorte del Codi­ce dei Beni Culturali varato da Giuliano Urbani. In parti­colare la parte relativa al pae­saggio: è stata prorogata e an­cora prorogata. E adesso? «Adesso, con l’inizio del 2010, la disciplina del proce­dimento autorizzatorio potrà entrare in vigore».

Sandro Bondi, ministro dei Beni cul­turali, prende l’impegno so­lenne. Secondo la signora Crespi lo aveva già preso davanti a quattro testimoni, ma adesso, nero su bianco, garantisce: «I prossimi cinque mesi dovrebbero essere sufficienti a definire le verifiche di adegua­tezza per il manteni­mento della subdele­ga ai Comuni. Ma en­tro la fine del 2009 le ammini­strazioni preposte alla tutela paesaggistica potranno an­che contare sul regolamento per gli interventi di lievi enti­tà». Ma sulle altre preoccupa­zioni? Il grido di allarme della signora del Fai si concentrava sul piano casa, senza esitazio­ne: «È una rovina irreversibi­le». Ma non solo: «È tutto un sistema che non funziona e che ci fa sfigurare, soprattut­to nei confronti del resto d’Europa». Il ministro Bondi, in qualche modo concorda. Dice, infatti: «La distruzione del paesaggio italiano è per tutti uno scandalo alla luce del sole». Ma il ministro dei Beni Culturali non fa riferi­mento al piano casa. Bondi preferisce riferirsi agli scempi perpetuati negli anni passati e dà la colpa agli amministratori precedenti: «Troppo impetuosa negli ulti­mi anni è stata la gestione del territorio, troppo gravi sono stati gli squilibri e le brutture perpetrate dai nostri prede­cessori».

Il piano casa ha scatenato e continua a scatenare le prote­ste di un po’ tutto il mondo degli ambientalisti e dei re­sponsabili di associazioni di beni culturali e Giulia Maria Crespi ha così sintetizzato il problema: «Il fatto è che il pia­no Casa non ha regole. Preve­de la possibilità di abbattere vecchi edifici, aumentarne la cubatura, stravolgere interi panorami». Il ministro Sandro Bondi preferisce parlare del suo im­pegno nella delicata questio­ne dell’Agro Romano. Dice, infatti: «La città di Roma e l’Agro Romano rappresenta­no le vestigia della nostra an­tichissima civiltà». Per que­sto Bondi non ha esitato ad aprire un tavolo di confronto: «Voglio spiegare il perché di «quel vincolo paesaggistico posto su 54 mila ettari del­l’Agro romano: a dire dei suoi critici avrebbe bloccato il pia­no regolatore generale appro­vato dal sindaco Veltroni in scadenza di mandato. Ma se­condo noi non è così».

Alessandra Arachi
21 luglio 2009

 

 

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G8 AMBIENTE

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posted by irene

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                                                          La repubblica italiana partecipa al G8

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"Rimane confermato l’onere per il venditore di  consegnare il documento all’acquirente: potrà avvenire prima o dopo la stipula dell’atto" (…) "Il notaio, in occasione del trasferimento dell’immobile, dopo aver effettuato un’esauriente informazione sull’obbligo di dotazione e consegna della certificazione energetica, solleciterà le parti ad una regolamentazione del rapporto (…)"

Rimandiamo gli interessati alla lettura dell’articolo pubblicato da "Affari & Finanza" de " La Repubblica" del 6 luglio 2009 che citiamo anche quale fonte di queste info.

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